Giovanni Piccoli

AGORDO: RISOLVIAMO IL CASO DEL MUSEO MINERARIO

“La mia solidarietà al sindaco di Rivamonte non voleva essere strumentale a nessuna polemica. Semplicemente ho posto un problema che va affrontato nella sua interezza. Non accetto però che si dica che in Agordino il Fondo per i comuni di confine stia funzionando. Il progetto più importante – ovvero la creazione di un museo di storia mineraria all’ex Istituto Follador – è in alto mare e il Comitato di gestione non ha trovato ancora un modo per risolvere la questione con il risultato che da quattro anni è tutto fermo”.

Era infatti il 2012 quando la graduatoria del Fondo premiò il progetto per la valorizzazione della conca agordina, quasi 9 milioni di euro che ruotavano attorno principalmente alla riapertura della galleria Santa Barbara a Villa Imperina e alla creazione di un museo di storia mineraria all’ex Follador.

“Si tratta di un progetto sensato e strategico, peccato che la burocrazia abbia rallentato tutto, a cominciare proprio dal museo”, afferma Piccoli. “E’ vero che – probabilmente per un errore in sede di presentazione preliminare – i costi del museo sono più che raddoppiati passando da 800 mila a oltre 2 milioni di euro, ma se davvero si crede nella strategicità del progetto, allora bisogna intervenire e dare una risposta immediata: i Comuni non possono essere lasciati da soli”.

“Delle due strade l’una: o si torna indietro o si conferma la volontà di andare avanti, consentendo di trovare nuove risorse sempre all’interno del Fondo magari da imputare alle nuove annualità”, afferma Piccoli. “Per questo ribadisco che l’impostazione dei fondi va rivista alla luce della pratica e delle criticità emerse dal 2009 a oggi: non si tratta di fare particolari ragionamenti politici o partitici quanto dare strumenti tecnici operativi improntati al buon senso”.

“Le incertezze sul museo stanno rallentando l’intera operazione. A quanto mi risulta i ritardi sono ancora tanti anche altrove. Per questo dico che se davvero crediamo nel progetto, allora serve uno scatto di reni”, conclude Piccoli.