Giovanni Piccoli

ALLARME SCUOLA IN VENETO – INTERROGAZIONE AL MIUR

“Un solo preside non può seguire decine di scuole, governando un esercito di 15-20 mila studenti e 400-500 docenti. E’ questo lo scenario alla vigilia del nuovo anno scolastico in Veneto”.

A scattare l’impietosa fotografia è il senatore Giovanni Piccoli che oggi ha depositato una interrogazione urgente al MIUR.

“La Regione Veneto, a pochi giorni dall’avvio del nuovo anno scolastico, si trova sprovvista di circa 150 Dirigenti scolastici”, afferma Piccoli. “E questo nel silenzio più assordante del Governo che non ha avuto niente da dire nemmeno di fronte al rifiuto di quei capi d’Istituto che dovevano arrivare dalle Regioni del Sud in attuazione delle nuove norme della legge sulla “Buona Scuola” relative alla cosiddetta mobilità interregionale”.

“Questo fatto è aggravato dal fatto che la graduatoria del concorso regionale bandito nel 2013 è esaurita”, prosegue Piccoli. “Ciò significa che in Veneto non ci sono più presidi e, al netto di sempre più improbabili ripescaggi, agli ex provveditorati provinciali non resterà che riempire tutte le caselle delle presidenze vacanti ricorrendo alle reggenze, cioè affidando a un preside che gestisce già un proprio istituto l’incarico di guidare contemporaneamente anche un’altra scuola tra quelle rimaste senza responsabile, con tutte le difficoltà che ne conseguono”.

“Da parte sua, l’Ufficio scolastico regionale – in attesa di una presa di posizione netta da parte del Governo – non ha ancora nominato i presidi-reggenti in tutte le scuole della Regione. Un’operazione burocratica importantissima perché senza i dirigenti in carica non è possibile nominare in ruolo i nuovi docenti e neppure i supplenti, sia annuali sia con incarico temporaneo”, continua il senatore.

Per Piccoli le responsabilità sono chiare: “La responsabilità di questa “storia di ordinaria burocrazia all’italiana” non va attribuita ai vertici regionali della scuola veneta, bensì al Miur e al Ministero delle Finanze, visto che non hanno voluto indire i concorsi per nuovi presidi di ruolo, ostinandosi a rendere esecutivi anche i punti negativi contenuti nelle graduatorie ricomprese nella legge n.107/2015, c.d. la Buona Scuola”.

Da qui l’interrogazione urgente, un autentico aut-aut al Ministero: “Servono chiarimenti immediati: l’anno scolastico, come confermano gli stessi sindacati veneti, è a rischio”, conclude Piccoli, per il quale: “L’Assessore Donazzan non va lasciata sola in questa battaglia che riguarda da vicino le nuove generazioni del Veneto. Roma batta un colpo e il Pd veneto non stia a guardare”.