Giovanni Piccoli

ANTINCENDIO ALBERGHI

“Per affrontare il problema – ormai gravissimo – dell’antincendio negli alberghi, serve una misura graduale e sostenibile. Dobbiamo uscire dal meccanismo incerto della proroga, ormai diventato un vero e proprio circolo vizioso”.

A dirlo è il senatore Giovanni Piccoli autore di una lettera aperta sul tema al Capo del Viminale Minniti, al Sottosegretario  Bocci e al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Pizzetti.

Piccoli ha sollevato puntualmente la problematica a ogni Finanziaria: “E’ da anni che si procede per proroghe, rimandando e aggravando il problema. Così facendo, non si mettono gli imprenditori nelle condizioni di rinnovarsi”.

Il prossimo 31 dicembre scade, per l’ennesima volta, il termine di presentazione delle SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) per le attività alberghiere sul fronte della prevenzione incendi. Una storia che ormai si ripete ogni anno.

“Una verifica sommaria, permette di stimare che, entro il termine sopra richiamato, numerosissime attività alberghiere del nostro Paese non saranno in grado di ottemperare alle richieste della normativa, creando, perciò, le premesse per la chiusura o il ridimensionamento dell’attività stessa”, illustra Piccoli.

Nella sola provincia di Belluno si tratta di 200 strutture su 400.

“Le ragioni di tale situazione, come noto, sono frutto di molteplici fattori e sono riconducibili a problematiche tecniche, complessità operative e, non ultimo, enorme difficoltà di accesso al credito”, scrive lo stesso Piccoli nella lettera inviata ai rappresentanti istituzionali”.

“Per questo, la proroga di anno in anno, concessa fin dagli anni 80, rappresenta un modo di procedere, a mio avviso, del tutto inefficace in relazione all’obiettivo di garantire la necessaria sicurezza delle strutture e, con ciò stesso, ammodernare l’offerta turistica nel nostro Paese”.

Da qui la doppia proposta: “In vista della prossima scadenza del 31/12, non si può fare altro che procedere alla ulteriore e indispensabile proroga, ma stavolta occorre fare di più accompagnando tale provvedimento con l’indicazione di un obbligatorio, successivo e progressivo, elenco di adempimenti per la messa a norma. Tale elenco di adempimenti potrà essere definito, ad esempio, in analogia a quanto a suo tempo normato per le attività sanitarie”, la conclusione di Piccoli.