Giovanni Piccoli

CORTINA 2021: I MONDIALI SONO UN MEZZO E NON UN FINE

“Bene che il Governo abbia fatto chiarezza su quello che intende fare per Cortina 2021, a cominciare dalla figura del commissario, adesso però si presti la massima attenzione alla volontà dei territori e alla sostenibilità delle opere che devono servire principalmente a chi in montagna ci vive tutto l’anno”.

A dirlo è il senatore Giovanni Piccoli dopo che l’Esecutivo il decreto sulle “Disposizioni urgenti in materia finanziaria, a favore degli enti territoriali e zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo”, provvedimento all’interno del quale si trova l’articolo 61 del Decreto Legge “Interventi per l’adeguamento delle infrastrutture della provincia di Belluno per eventi sportivi di sci alpino”.

“L’Esecutivo va a dettagliare la figura del commissario per Cortina 2021, stabilendone il ruolo e i compiti, introducendo, allo stesso tempo, delle semplificazioni di tipo amministrativo. E’ il commissario, ad esempio, che ha il potere di convocare la Conferenza di servizi e può esercitare poteri sostitutivi nel caso di fattori ostativi alla realizzazione del piano degli interventi”.

“Il provvedimento del Governo dice chiaramente che i tempi sono stretti: le opere utili ai Mondiali dovranno essere consegnate entro la fine del 2019. Deroghe sono ammesse solo per gli interventi non strettamente collegati agli eventi sportivi”, prosegue Piccoli.

“Questo significa che non c’è molto tempo e che bisogna correre: perciò faccio appello al Governo e al futuro commissario perché – nella fretta – non si dimentichi di avere un confronto reale con il territorio, i suoi amministratori, operatori economici, cittadini. Una cosa deve essere chiara fin da subito: qualsiasi opera dovrà come ultimo fine servire al territorio ampezzano e ai suoi dintorni, a chi in questi luoghi ha il proprio progetto di vita”.

“Come ho avuto modo di dire più volte i Campionati mondiali di sci devono essere visti come un mezzo e non un fine: il fine è il mantenimento delle persone e delle attività economiche nella parte alta della Provincia di Belluno. Questo è il messaggio che i livelli locali di governo e le rappresentanze politiche devono riportare a Roma e al futuro Commissario straordinario. Per questo, dobbiamo stare vigili e attenti”.

“Il mio timore è che la figura del Commissario possa prescindere dalle reali esigenze dei territori: sarebbe un errore strategico e politico madornale”, conclude Piccoli.