Giovanni Piccoli

CREDITO D’IMPOSTA PER GLI HOTEL

“Finalmente il Governo – a forza di sollecitazioni – ha mantenuto gli impegni sul credito d’imposta. E’ un primo passo ma il nostro settore alberghiero ha bisogno di strumenti più efficaci”.

Così il senatore di Forza Italia Giovanni Piccoli commenta la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto applicativo per l’attribuzione del credito d’imposta agli alberghi pari al 30% delle somme investite in interventi di ristrutturazione, ammodernamento e digitalizzazione.

Era stato lo stesso Piccoli a sollecitare il decreto con una serie di interventi e da ultimo con una interrogazione al Ministero dei Beni e della Attività culturali e del Turismo.
“La misura era stata adottata con un decreto legge del maggio 2014 e dava al Governo tre mesi di tempo per la sua attuazione: gli albergatori hanno atteso più di un anno per avere una risposta. Ad ogni buon conto, meglio tardi che mai”.

Il decreto individua le necessarie disposizioni applicative per l’attribuzione del credito di imposta. Il testo definisce, in particolare: a) le tipologie di strutture alberghiere ammesse al credito d’imposta, le tipologie di interventi ammessi al beneficio, le soglie massime di spesa, i criteri di verifica e accertamento delle spese sostenute; b) le procedure per l’ammissione delle spese al credito d’imposta e per il suo riconoscimento e utilizzo; c) le procedure di recupero nei casi di utilizzo illegittimo del credito d’imposta; d) le modalità per garantire il rispetto del limite massimo di spesa.

“Si tratta del credito di imposta del 30%, fino a un massimo di 200mila euro, delle spese sostenute tra il 1° gennaio 2014 e il 31 dicembre 2016, non cumulabile con altre agevolazioni fiscali”, spiega Piccoli.
Le spese agevolabili sono quelle sostenute per ristrutturazione edilizia, restauro e risanamento conservativo, riqualificazione energetica (globale, sull’involucro edilizio, di sostituzione degli impianti di climatizzazione, impianti da fonti rinnovabili), eliminazione delle barriere architettoniche, acquisto di mobili.
L’agevolazione per la ristrutturazione degli alberghi può contare su uno stanziamento di 220 milioni di euro (20 milioni di euro per il 2015 e di 50 milioni di euro per ciascuno anno dal 2016 al 2019).
“E’ una prima risposta a un settore cruciale per l’economia veneta e bellunese”, afferma Piccoli. “Tanto ancora c’è da fare soprattutto se si guarda al divario che separa gli albergatori bellunesi da quelli delle vicine regioni autonome. Il divario resta abissale”, prosegue il senatore di Forza Italia. “Anche qui in Veneto e, in particolare nella montagna bellunese dove la concorrenza dei vicini autonomi è più forte, servono forme di contributo a fondo perduto e agevolazioni serie. Ricordo che il Veneto è la prima regione turistica d’Italia: studiare forme di sostegno agli albergatori è una priorità”.