Giovanni Piccoli

DDL COSTITUZIONALE SULLE MINORANZE LADINE

“Ancora una volta il Parlamento perde tempo per una questione legislativa fuori dalla storia e dal tempo, che crea soltanto figli e figliastri, perpetrando un’ingiustizia sostanziale tra territori e popolazioni dello stesso Stato. E’ ora di dire basta”.

Per questo il senatore Giovanni Piccoli, in difformità rispetto allo stesso gruppo di appartenenza Forza Italia, ha votato nel tardo pomeriggio al Senato contro il ddl costituzionale “Modifiche allo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige/Südtirol in materia di tutela della minoranza linguistica ladina”, già approvato in prima lettura dalla Camera che contiene, tra le altre, alcune norme relative alla rappresentanza istituzionale di membri delle minoranze linguistiche.

Il voto negativo è stato preannunciato in aula con le seguenti motivazioni.

“Tutte le minoranze linguistiche e, più in generale, tutte le minoranze presenti in Italia devono essere trattate allo stesso modo. E’ un principio di civiltà: perché un ladino bellunese deve essere trattato diversamente da un ladino altoatesino? Solo perché vive in una Regione ordinaria? Sono storie e argomenti che non dovrebbero più trovare diritto di cittadinanza nel dibattito politico nazionale”.

“Quella del Trentino Alto Adige è una specialità anacronistica frutto di un ricatto storico che non ha più senso. Mi spiace che il Parlamento perda tempo su tali questioni invece di affrontare temi ben più importanti relativi, per esempio, alla valorizzazione dei territori più periferici. Si è persa una nuova occasione per dare un segnale di discontinuità”, la conclusione di Piccoli.

INTERVENTO INTEGRALE IN SENATO

Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo.

PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola.

PICCOLI (FI-PdL XVII). Signor Presidente, ci stiamo occupando di una materia che richiede l’attenzione del Parlamento per effetto di una filiera legislativa anacronistica e – a mio avviso – non più sostenibile ai giorni nostri, legata allo Statuto speciale del Trentino-Alto Adige.

Il rispetto delle minoranze linguistiche ladine, così come di tutte le minoranze, è certamente materia di rilievo, che andrebbe però trattata in modo uniforme sull’intero territorio nazionale, fornendo strumenti di effettiva parità, in particolare nei territori veneti limitrofi al Trentino-Alto Adige caratterizzati da Statuto ordinario e soggetti quotidianamente a sperequazioni e svantaggi competitivi sul piano sociale, ivi incluse le minoranze ladine bellunesi e le specificità territoriali.

Il mio voto contrario è legato al fatto che, ammesso che si tutelino veramente le minoranze, si sta trattando l’argomento per effetto di una specialità fuori dal tempo, che sostiene un vero e proprio Stato nello Stato, rispetto al quale serve il coraggio riformatore vero ed equo.

Il mio voto contrario è dovuto altresì al fatto che il Parlamento si attarda su questi argomenti, trascurando di fatto di affrontare problematiche economiche e sociali di enorme rilevanza per i cittadini e le imprese.