Giovanni Piccoli

DIBATTITO SULLA RIFORMA AD ALANO

“La macchina della propaganda Pd sta accendendo i suoi motori su Belluno difendendo l’indifendibile. Dicano i referenti del sì che deleghe verranno date ai territori e quanti soldi, ma soprattutto come si coniugherà tutto questo con la clausola di supremazia che dà l’ultima parola al Governo su tutta una serie di competenze cruciali. E’ il caso dell’energia, che passerà allo Stato: questo significa che tutte le battaglie fatte nei decenni per trattenere sui territori le compensazioni per l’uso dell’acqua da parte delle aziende idroelettriche non saranno servite a nulla”.

Lo ha detto il senatore Giovanni Piccoli, ospite ieri sera ad Alano di Piave di un convegno sul tema organizzato da Roberto Forcellini.

“Da quasi tre anni il Governo Renzi sta togliendo soldi e poteri alla montagna ordinaria. Gli amministratori locali non possono più fare programmazione e compiere scelte per il loro territorio: lo vediamo ogni giorno con i servizi che muoiono, le frane che cadono, le infrastrutture che mancano. La riforma costituzionale aggreverebbe tutto questo, decretando la morte delle periferie e promuovendo la nascita di un neo-centralismo con effetti drammatici nel rapporto Stato-Regioni”.

Ma per Piccoli il problema non è solo nel rapporto tra centro e periferia: “Questa è una riforma anti-democratica perché sostenuta dai grossi gruppi finanziari internazionali che premono perché al potere ci sia un uomo solo o comunque governi “governabili”. Spero davvero che le sirene del Pd non seducano i bellunesi e gli italiani in genere”.

“A proposito, pochi giorni fa avevo invitato l’onorevole De Menech a un confronto pubblico sui contenuti della riforma”, conclude Piccoli, “ma non ho ancora ricevuto risposta. Attendo fiducioso”.