Giovanni Piccoli

ECONOMIA BELLUNESE – SPOPOLAMENTO E CRISI

“E’ il tempo delle scelte: i dati sullo spopolamento del nostro territorio ci spingono ad agire prima che sia troppo tardi. Stiamo perdendo circa 1500 abitanti all’anno. Un trend insostenibile; serve una nuova programmazione territoriale”.

E’ questo l’accorato appello partito ieri sera dalla sala riunioni dell’hotel Astor di Belluno dove il senatore Giovanni Piccoli ha organizzato una tavola rotonda con Luigino Boito, presidente Certottica, Ermanno Pizzolato, segretario della Confartigianato locale, Dario Bond, imprenditore e già consigliere regionale, Raffaele Addamiano, avvocato, presente nel ruolo di moderatore.

A scattare una fotografia impietosa alle dinamiche territoriali è stato Boito che ha evidenziato come l’ultimo rilevamento Istat (risalente al 30 giugno 2016) parli di una provincia poco al di sopra della soglia dei 206 mila abitanti. “Il trend degli ultimi anni è drammatico: stiamo perdendo circa 1500 persone all’anno”.

Questo, per Boito, si ripercuote in tutti i settori, compreso quello educativo-formativo: “Non solo gli studenti per ogni scuola di ordine e grado sono sempre meno, ma resta intatto il problema dell’orientamento e della formazione di tutti quei profili necessari al comparto manifatturiero e del turismo. Non si riesce ancora a incrociare domanda di lavoro e offerta”.

Dal canto suo, Pizzolato si è focalizzato sui nuovi strumenti e bandi a sostegno del turismo e della digitalizzazione (occasioni da non perdere), mentre Dario Bond ha sottolineato il ruolo dell’imprenditoria locale nello sviluppo del territorio e la necessità di attivare davvero la legge regionale 25 sulla specificità, parlando di una precisa “responsabilità della politica locale” per la sua mancata attuazione.

E’ toccato a Piccoli tirare le conclusioni della serata: “Solo definendo il reale contesto con le sue criticità e i suoi punti di forza si può arrivare a una nuova programmazione. Il calo demografico ci impone di fare in fretta e superare le attuali divisioni. Questo territorio ha bisogno di strumenti nuovi e di risorse, altrimenti fra pochi anni saremo ancora meno, più vecchi e poco formati con tutti i rischi di un vero impoverimento collettivo. Quando parlo di una nuova programmazione, parlo di scelte concrete da portare avanti partendo dal territorio e prescindendo dalle casacche politiche”, ha concluso Piccoli.