Giovanni Piccoli

FONDI DI CONFINE

“Il problema dei fondi di confine è che appaiono come inaccessibili al mondo dell’associazionismo, dell’imprenditoria e dei privati. In questo senso, le parole del presidente di Dolomitistars Sergio Pra vanno lette e accolte”.

A dirlo è il senatore Giovanni Piccoli che da sempre chiede la possibilità di estendere il fondo a politiche strategiche che vedano la partecipazione attiva e concreta delle varie anime del mondo privato.

“Il Fondo Odi, voluto anni fa dall’ultimo governo di centrodestra, è uno strumento utile ma che va aggiornato, magari prevedendo un capitolo di spesa per le imprese che vogliono investire o per chi vuole innovare. Un altro capitolo deve interessare il volontariato, sempre più basilare in un contesto come il nostro dove le fasce deboli, anziani in primis, sono in costante crescita”.

“Spesso si ha come l’impressione che le scelte del Fondo Odi vengano calate dall’alto senza un reale confronto con tutti i portatori d’interesse del territorio. Per questo invoco un ruolo più concreto della Provincia in un’ottica di area vasta, questo senza mettere in dubbio il ruolo dei comuni di confine che devono restare protagonisti assoluti. I progetti strategici però devono prendere in considerazione il territorio nel suo complesso”.

Piccoli entra poi nel merito delle proposte di Pra: “Che un Presidente di Consorzio turistico dica che le priorità sono di natura sanitaria e infrastrutturale è un dato da sottolineare. E’ una presa di posizione responsabile nei confronti del territorio: significa che non ha senso perdersi in piste ciclabili e centri benessere quando le emergenze sono altre. Anche per questo, alla base della distribuzione delle risorse del Fondo Odi, ci devono essere delle linee programmatiche serie e proiettate nel lungo periodo. Tutto il resto, non è politica ma spot dal sapore elettorale. Gli interventi da finanziare devono poi avere anche un intrinseco effetto moltiplicatore: priorità va data a quelle azioni che tendono a provocare altri investimenti. Solo così ottimizziamo le opportunità derivanti dallo strumento”.