Giovanni Piccoli

GALLERIA DI ARSIÈ – ANAS RISPONDE A PICCOLI

“L’Anas mi ha comunicato che l’impresa che si occupa dei lavori sulla galleria di Arsiè è stata messa in mora ma che è arrivata la garanzia che il cantiere ha ripreso a lavorare e che la deviazione per le scale di Primolano terminerà il 30 novembre”.
Questa la sintesi della lettera di risposta che il dirigente dell’Unità Rapporti con i Ministeri e gli enti territoriali Giorgio Fabio Altamura ha inviato al senatore di Forza Italia Giovanni Piccoli che nei giorni scorsi aveva chiesto spiegazioni proprio ad Anas sui ritardi registrati dal cantiere della galleria di Arsiè che diversi disagi sta provocando a cittadini e imprenditori soprattutto a causa della deviazione per chi procede verso Bassano – Trento costretto a percorrere le vecchie scale di Primolano.
Nella lettera Anas fa il punto della situazione partendo dall’inizio.
“I lavori sono stati aggiudicati al Co.ve.co Consorzio Veneto Cooperativo Coop spa (ora Kostruttiva società cooperativa Pa) di Marghera,  e di seguito affidati dall’aggiudicatario all’impresa consorziata Tecnologie e Mobilità Società cooperativa di Granarolo dell’Emilia (Bo). L’importo dei lavori è di circa 3,5 milioni di euro”, la premessa di Anas.
“Il tempo di esecuzione previsto è di 270 giorni, che sono necessari per realizzare i lavori di impermeabilizzazione della calotta della galleria,  di rifunzionalizzazione dell’impianto di captazione delle acque di piattaforma stradale e dell’impianto antincendio”.
Il dirigente Anas ricorda la riunione del Comitato operativo in Prefettura il 10 luglio scorso con tutti i soggetti interessati, a vario titolo, nel cantiere, ricordando che la consegna effettiva è avvenuta tre giorni dopo, il 13 luglio per l’immediato avvio dei lavori, salvo una pausa in concomitanza con l’esodo ferragostano.
Ed è a questo punto che arrivano le prime vere notizie.
Riprende la lettera: “Per problemi organizzativi di cantiere, i lavori non sono iniziati nei tempi previsti e, nonostante i solleciti dell’Anas, l’impresa ha avviato i lavori solo il 22 settembre scorso”. Contestualmente, è stata attivata la deviazione per le scale di Primolano.
Il dirigente ammette: “A causa del perdurante ritardo riscontrato nei lavori, l’Anas dal 6 ottobre ha messo in mora l’impresa ai fini della rescissione del contratto d’appalto per grave ritardo e grave inadempimento”.
Negli ultimi giorni la situazione sembra cambiata almeno a sentire Anas: “Dopo i numerosi incontri avvenuti tra le parti e le assicurazioni fornite dall’impresa, attualmente risulta in avanzamento lo scavo della nuova conduttura che consentirà l’allontanamento delle acque all’interno della galleria: sono stati scavati circa 140 metri su un totale di 500. Il programma prevede inoltre di ultimare le opere idrauliche entro il prossimo 30 novembre e quindi di riaprire al transito la galleria nei due sensi di marcia. In primavera invece avranno inizio i lavori di impiantistica, i quali si svolgeranno prevalentemente nelle ore notturne”.
Arrivano poi due precisazioni.
La prima. “Si sottolinea che a parte le difficoltà organizzative mostrate dall’impresa esecutrice, con la possibilità “sub judice” di riprendere l’iter di rescissione contrattuale ove non venga rispettata la data del 30 novembre per il compimento delle lavorazioni concordate, si sono verificati anche alcuni inconvenienti meccanici all’attrezzatura di scavo, che hanno, di fatto, bloccato i lavori per alcuni giorni e richiesto l’intervento di ditta specializzata per le riparazioni”.
La seconda. “La natura delle lavorazioni attualmente in corso”, precisa sempre Anas, “non richiede un numero particolare di personale in cantiere, in quanto risulta sufficiente la presenza, in media, di 7 unità lavorative”.
Questo il quadro tracciato da Anas. “Ringrazio Anas perla risposta tempestiva che rigiro a cittadini di Arsiè e a tutti quelli che percorrono il tratto, imprenditori in primis. Non mi resta che prendere atto e vigilare perché effettivamente si rispettino i nuovi patti, liberando le scale di Primolano che con l’inverno diventeranno particolarmente pericolose”, conclude Piccoli.