Giovanni Piccoli

INTERVENTO SULLE NORME ANTINCENDIO PER GLI ALBERGHI

Signora Presidente, colleghi, rappresentante del Governo, desidero soffermarmi brevemente sull’argomento sicurezza antincendio per le strutture ricettive alberghiere, argomento molto importante per la qualificazione dell’offerta turistica del nostro Paese. In Commissione è stata approvata la proroga al 31 dicembre 2017 per i relativi adempimenti. Sono stato firmatario di un emendamento in tal senso e considero positiva la concessione di questa ulteriore proroga, non fosse altro che per i profili di responsabilità del gestore.

Con l’approvazione dell’emendamento si ovvia ad una grave dimenticanza del testo base del decreto-legge. Infatti molte imprese alberghiere, a causa del perdurare della crisi economica e della conseguente stretta creditizia, non hanno potuto completare l’adeguamento alla normativa antincendio entro il termine del 31 dicembre 2016, termine fissato dal decreto-legge n. 210 del 30 dicembre 2015, convertito con la legge n. 21 del 25 febbraio 2016. Nonostante le semplificazioni ottenute in passato, la regola tecnica antincendio rimane difficile, in alcuni casi impossibile da implementare nelle strutture esistenti. Si richiedono infatti interventi strutturali complessi, da effettuare su attività in esercizio; anche per le strutture sostanzialmente in regola, il semplice reperimento delle documentazioni necessarie ad attestare formalmente la conformità alla normativa vigente risulta difficile.

Da ultimo, il comitato centrale tecnico scientifico per la prevenzione degli incendi, in sede di esame e approvazione della nuova regola tecnica, aveva preso atto delle difficoltà di adeguamento per le attività esistenti e aveva concordato l’apertura di un confronto tecnico finalizzato ad apportare eventuali modifiche alle norme esistenti; tale confronto non è stato tuttavia ancora attivato.

Ora, signor Sottosegretario, dopo che si stima che ancora oggi vi siano percentuali superiori al 60 per cento, con decine di migliaia di strutture alberghiere non adeguate alla prevenzione degli incendi, è necessario strutturare un percorso concreto e progressivo, che superi la logica dell’emergenza sin qui seguita. Da un lato è necessario fornire, come solo in parte si sta facendo (ad esempio lo Stato fornisce dei supporti fiscali o le Regioni forniscono dei contributi a fondo perduto), ulteriore sostegno agli investimenti nel settore della prevenzione, in un momento in cui l’accesso al credito risulta alquanto complesso, se non impossibile. Dall’altro lato – ed è questo il punto che voglio evidenziare in particolare, signor Sottosegretario – è necessario fornire agli operatori del settore una prospettiva di adeguamento antincendio che sia progressiva e pluriennale, secondo una logica già seguita in altri casi, ad esempio per le strutture sanitarie.

Si tratta di una procedura che richiede azioni successive, da compiersi seguendo un apposito piano, che il gestore dovrà attuare progressivamente, ottenendo il totale adeguamento nell’arco di qualche anno. In tal senso ho richiesto l’impegno del Governo nell’ambito dell’ordine del giorno G6.101 – che, a questo punto, in caso di posizione della questione di fiducia, non sarà trattato – che ho presentato per la discussione in Assemblea e che mi auguro venga approvato o su cui mi auguro vi sia, in qualche modo, un corrispondente impegno concreto da parte del Governo ad accompagnare l’indispensabile ammodernamento delle strutture ricettive nel segno della sicurezza e della modernità, adottando alcune precise linee di intervento. Ho svolto questo mio intervento affinché tale indicazione resti agli atti a futura memoria. È necessario infatti che il Governo si impegni ad avviare un percorso normativo che permetta ai proprietari delle strutture alberghiere di procedere all’adeguamento sulla base della progressività degli adempimenti, a raggiungere l’obiettivo della prevenzione degli incendi attraverso incrementi di sicurezza successivi e a tenere presente, infine, nel fissare la scadenza temporale dei singoli adempimenti e interventi, l’effettiva possibilità della realizzazione dei medesimi, nel quadro economico che il nostro Paese sta vivendo.