Giovanni Piccoli

ISLAMIZZAZIONE SILENZIOSA

“Il piano di islamizzazione silenziosa dell’Europa è evidente; è in corso una progressiva invasione dell’Occidente. 153 mila sbarchi nel solo 2016 non sono tollerabili e quindi occorre porre un limite all’immigrazione senza controllo. I fatti di Londra e Venezia ne sono una prova cruenta e anche il Bellunese non può far finta che il problema sia altrove”.
E’ questo l’allarme lanciato ieri sera dal senatore Giovanni Piccoli nel corso dell’incontro organizzato con Daniele Trabucco, costituzionalista, l’avvocato Raffaele Addamiano e il giornalista Damiano Tormen nel ruolo di moderatore.
Tutti i relatori sono stati concordi nell’affermare che l’integrazione va sempre operata, ma a condizione che l’ospitante rispetti le leggi ed i costumi secondo un principio di reciprocità tra Nazioni.
Ad analizzare la situazione è stato subito Trabucco il quale, partendo dalla delibera del Comune di Belluno volta alla concessione, nell’ex caserma Piave, di spazi a favore di associazioni che tutelano soggetti extracomunitari di lingua araba, si è chiesto se l’eventuale possibilità di allestimento di luoghi di culto costituisca o meno un aspetto del diritto costituzionalmente garantito di libertà religiosa.
Per Trabucco “il multiculturalismo è fallito e il cavallo di troia dell’associazionismo mascherato di cultura islamica costituisce un potenziale rischio per l’identità occidentale”. 

“L’integrazione”, ha proseguito Trabucco, “deve diventare vero dialogo e non mero buonismo: per questo occorre introdurre il principio di reciprocità in Costituzione”.
Dal canto suo, Addamiano vede nella delibera comunale diversi aspetti critici. Innanzitutto l’avvocato si chiede se sono state effettuate delle verifiche per capire che tipologie di associazioni usufruiranno di questi spazi, auspicando che ci sia un monitoraggio costante delle attività svolte. 

“E’ necessario compiere un’analisi critica per comprendere se sussiste un reale interesse collettivo che giustifichi la delibera emanata”, ha esortato Addamiano.
A trarre le conclusioni è stato lo stesso Piccoli: “Il tema centrale è l’identità, presupposto per avviare un confronto con culture diverse dalla nostra”. 

“Dobbiamo riappropriarci dell’identità che caratterizza il popolo italiano per poterci confrontare con l’attuale ondata immigratoria” afferma il senatore, “il tempo dell’ambiguità culturale deve finire in fretta perché siamo esposti ad una progressiva deriva della nostra società. Non possiamo lasciare evaporare la nostra identità alla luce di un buonismo che accoglie tutti. La libertà è un dono che dobbiamo esercitare attraverso l’applicazione di regole che devono valere per tutti”.