Giovanni Piccoli

PICCOLI: “BELLUNO RISCHIA BARATRO ISTITUZIONALE”

“Rischiamo, al di là dei facili allarmismi, un baratro istituzionale dal quale sarà poi difficile tornare indietro. Per questo è importante che tutti facciano la loro parte. Oggi la Cisl – con questo dibattito – sta rendendo un servizio a questa provincia”.

Ad affermarlo è il senatore Giovanni Piccoli a margine del convegno organizzato oggi pomeriggio a Belluno dalla Cisl Belluno Treviso dal titolo “Una Provincia di debole costituzione: prognosi riservata?”.

Assente giustificato, Piccoli ha comunque inviato un suo intervento.

“Credo che la riforma delle Provincie, allo stato attuale, rappresenti un significativo insuccesso. Alcune province italiane hanno nella sostanza cambiato solo il nome, chiamandosi adesso città metropolitane. Le altre province, invece, si chiamano Enti territoriali di area vasta e hanno visto uno svuotamento dei loro poteri. Non solo, se il progetto di Riforma Costituzionale verrà approvato definitivamente, le città metropolitane confermeranno la propria collocazione in Costituzione, mentre, scomparendo le provincie, rimangono le aree vaste, prive del riconoscimento costituzionale. In questo modo quelli delle aree metropolitane diventeranno cittadini di seria A, mentre resteranno di serie B quelli delle aree vaste. A questo, diversamente dagli auspici iniziali, non è nemmeno accompagnato un contenimento della spesa pubblica, in quanto i dipendenti amministrativi delle vecchie provincie rimangono al loro posto”.

Un altro passaggio è dedicato al confronto con le realtà limitrofe: “Il problema ancor più consistente è legato al fatto che la riforma Delrio e il recente processo di Riforma Costituzionale non intaccano minimamente i privilegi acquisiti delle Provincie e Regioni a statuto speciale.  Non solo, la Riforma Delrio consente alle stesse regioni a statuto speciale di riconoscere realtà urbane da esse stesse definite città metropolitane. Il quadro quindi è che, ancora una volta, i territori autonomi ne escono rafforzati”.

Per Piccoli la Provincia di Belluno, causa Delrio, è “una scatola svuotata di risorse e competenze, certamente umiliata, che non è neanche in grado – allo stato attuale – di dare corso alla gestione del Fondo Odi e garantire entro il 31 maggio la convocazione del tavolo di concertazione previsto dalla legge”.

“Da qui la necessità di rivedere l’intero sistema della legge, partendo proprio dalle amministrazioni più periferiche, ridefinendo e potenziando il concetto di specialità montana. Per questo serve una manutenzione straordinaria della Delrio che deve vedere un’ampia mobilitazione del territorio”, conclude Piccoli.