Giovanni Piccoli

PICCOLI LANCIA 20 COMITATI PER IL NO

Venti comitati e circa 150 “volontari” per sensibilizzare sulle ragioni del no al referendum di dicembre.

E’ questa la macchina organizzativa messa in piedi per la provincia di Belluno dal senatore Giovanni Piccoli dopo settimane di lavoro e contatti sul territorio, “operazione” presentata questa mattina all’hotel Astor di Belluno nel corso di una conferenza stampa. “Quello che deve essere chiaro fin da subito è che questa proposta referendaria ha riflessi diretti sulla nostra terra, nel rapporto tra autonomie e centro, ma anche nella relazione tra cittadini e Istituzioni”, afferma Piccoli.

Dei 20 comitati, 2 comitati sono nel Feltrino, 5 in Valbelluna, 5 nella zona di Belluno, 3 nell’Agordino, uno nello Zoldano, 3 tra Longarone e Ponte, 1 in Cadore. “Ne potranno nascere altri: l’interesse verso la questione sta crescendo e anche la consapevolezza che c’è in gioco molto di più di quello che il Governo si ostina a dire”, rimarca il senatore.

Piccoli ha passato in rassegna i perché del no al referendum, concentrandosi sui risvolti per il Veneto e Belluno: “E’ una riforma centralista che toglie autonomia alle Regioni ordinarie e lascia tutti i privilegi alle Regioni autonome. Per i territori ordinari montani come Belluno, lo zero assoluto”.

Sono state poi lanciate le prime date di incontri aperti alla popolazioni. I primi sono stati fissati il 29 ottobre in Cadore, il 5 novembre a Belluno e l’11 novembre a Feltre. “Ce ne saranno almeno una decina su tutto il territorio, dove tratteremo l’argomento anche con ospiti illustri”, preannuncia Piccoli.

Date e orari saranno tempestivamente comunicati.

“Una cosa è certa”, conclude Piccoli, “questa riforma va prima di tutto illustrata e approfondita. Questi comitati vogliono essere innanzitutto un momento di confronto”.