Giovanni Piccoli

PRESENTATA LA PROPOSTA DI LEGGE PER I COMUNI CONFINANTI

 

Un fondo perequativo per i comuni bellunesi, trevigiani e veneziani confinanti con il Friuli Venezia Giulia. E’ questo l’obiettivo del progetto di legge depositato in Senato dal senatore di Forza Italia Giovanni Piccoli e presentato questa mattina a Belluno – nella sala polifunzionale dell’hotel Astor in piazza dei Martiri-  nel corso di una conferenza stampa. E questo, a pochi giorni dal via libera della Commissione Affari Costituzionali all’aggregazione del comune bellunese di Sappada alla Regione Friuli Venezia Giulia.

“Il territorio veneto rischia continuamente la disgregazione a causa di una disparità di trattamento ogni giorno più feroce che preme sui confini, sia a est con il Friuli sia a ovest con il Trentino-Alto Adige”, afferma Piccoli.

Da qui una doppia proposta, una immediata, l’altra da perseguire nel medio periodo.

La prima consiste nella costituzione del fondo perequativo rivolto a 28 comuni veneti (di cui 7 nella provincia di Venezia, 8 del Trevigiano, 13 della provincia di Belluno) e, più in generale, dei territori contermini. La seconda nel perseguire, per via costituzionale, la strada per l’istituzione di una macroregione del Nordest arrivando a un referendum popolare ai sensi dell’articolo 132 della Costituzione.

IL FONDO

La proposta di legge presentata da Piccoli impegna la Regione Friuli Venezia Giulia, a versare dei contributi in favore dei territori (gli Enti di Area Vasta) della Regione Veneto ad essa confinanti. “Tali finanziamenti”, spiega Piccoli, “dovranno essere finalizzati al finanziamento sia di progetti volti allo sviluppo economico e sociale sia della spesa corrente, con l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita di cittadini e imprese”.

Il precedente a cui ispirarsi è dato dal Fondo ex-Brancher dove siprevede che le Province autonome di Trento e di Bolzano, nel rispetto del principio di leale collaborazione, concorrano al conseguimento di obiettivi di perequazione e solidarietà attraverso un intervento finanziario determinato nella somma di 40 milioni di euro.

“Il caso Sappada dimostra come la stessa misura sia necessaria anche sul confine tra Veneto e Friuli. Non dobbiamo dimenticare che il primo referendum per il passaggio ad altra Regione si tenne più di dieci anni fa a San Michele al Tagliamento, per non parlare di altri casi, da Meduna di Livenza a Cinto Caomaggiore”, illustra Piccoli.

“Si tratta di una proposta di buon senso: mi auguro possa essere condivisa anche dalla Regione Friuli Venezia Giulia: l’alternativa – e penso lo sappia la stessa governatrice Serracchiani – è assistere ad altri referendum galvanizzati dai passi in avanti di Sappada”, rimarca Piccoli.

Sul fondo dovrà vigilare la Regione Veneto con i comuni.

LA MACROREGIONE

La seconda mossa per Piccoli sta nel partire concretamente con l’iter per la costituzione di una macroregione del Nordest, comprendente Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige.

“Ci muoviamo all’interno dell’articolo 132 della Costituzione che permette la creazione di nuove regioni dopo un percorso istituzionale e referendario. Penso che il Veneto possa farsi promotore dell’iter: vale sia per la Regione che per i Comuni”, afferma Piccoli.

“Su questo sto costruendo un percorso di condivisione con diversi amministratori del territorio: sono stato contattato anche da alcuni sindaci di Treviso e Venezia”, rimarca Piccoli, che aggiunge come l’iniziativa non sia affatto in concorrenza con il referendum sull’autonomia rilanciato dal governatore Zaia: “Anzi, siamo sulla stessa linea. La Macroregione è un’ipotesi da prendere in considerazione anche all’interno della Strategia Alpina e della necessità, sempre più urgente, di contare su Regioni forti che possano avere maggiore peso contrattuale in Europa. La strada dell’autonomia tracciata da Zaia e quella della Macroregione sono sullo stesso solco. Si tratta di individuare la soluzione più efficace e di portarla avanti uniti”.

“Ovviamente, entrambe le proposte – sia il fondo che la macroregione –  sono aperte a tutte le forze politiche, categorie e società civile. Sono tematiche territoriali che devono vederci coesi”, la conclusione di Piccoli.