Giovanni Piccoli

QUOTE LATTE

Nel corso del question-time settimanale al Senato, il gruppo di Forza Italia ha posto una domanda urgente al Ministero dell’Agricoltura per capire cosa intenda fare il governo per evitare i danni che deriveranno dalla fine del regime delle quote latte con particolare riferimento alle ripercussioni per le zone di montagna, aspetto quest’ultimo sollecitato dal senatore Giovanni Piccoli.

“E’ un tema cruciale per tutti gli allevatori italiani”, afferma Piccoli, “ma lo è ancora di più per gli allevatori della montagna, dove la zootecnia deve già sostenere costi abnormi rispetto alle altre realtà della pianura. Con i miei colleghi della Commissione Agricoltura intendiamo fare pressing sul Governo”.

“Il regime delle quote latte è stato applicato nel 1983, dall’allora Comunità economica europea, con l’obiettivo di limitare la sovrapproduzione e di frenare il crollo dei prezzi”, spiega Piccoli. “Le quote assegnate all’Italia di circa 8 tonnellate, pena pesanti sanzioni per chi avesse prodotto una quantità maggiore, si sono da subito rivelate inferiori rispetto al fabbisogno. Ciò,da un lato, ha costretto il nostro Paese a sotto-produrre, con forti perdite per l’intero settore, dall’altro ha generato circa 4,4 miliardi di multe a carico degli allevatori italiani”.

Il confronto fra il prima e il dopo è impietoso: “All’inizio degli anni Novanta in Italia c’erano 130 mila stalle e oggi ce ne sono soltanto 30 mila, e che producono latte di più elevata qualità, chiaramente a prezzi superiori rispetto agli altri paesi europei (si stima che un litro di latte in Italia costa 35 centesimi di euro, mentre in Lituania soltanto 19)”, il quadro fornito da Piccoli.

Da qui le richieste al Ministro su come l’Esecutivo intenda intervenire per evitare che i danni, dovuti alla fine del regime delle quote, si ripercuotano in tutto il settore lattiero caseario, con particolare riferimento alle piccole aziende e a quelle situate nelle realtà montane, ove risulti difficile perseguire obiettivi di economie di scala ed ove è maggiore l’esigenza di sostegno anche in relazione alla azione di manutenzione del territorio.

Il gruppo di Forza Italia ha anche chiesto al Ministro per le politiche agricole come intenda scongiurare la chiusura delle stalle, alla luce del fatto che il prezzo di vendita è minore del costo di produzione e se intenda battersi, in sede di Commissione europea, affinché venga resa obbligatoria l’indicazione in etichetta del paese di provenienza del latte, al fine di dare un’efficace tutela alla qualità.

“Sono punti cruciali per la zootecnica di montagna: il Governo non può ignorare questo tema”, conclude Piccoli.