Giovanni Piccoli

VALSUGANA, MALATA GRAVE – INTERROGAZIONE AL MINISTERO

Una malata grave, le cui condizioni potrebbero ulteriormente aggravarsi. Questa la descrizione della strada statale 47 della Valsugana fatta dal senatore Piccoli in una interrogazione con carattere d’urgenza al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. “La situazione si sta progressivamente deteriorando, il tratto tra Carpanè e Primolano è stato abbandonato totalmente a se stesso”, la denuncia. “Parliamo di una arteria fondamentale per l’area bassanese, feltrina, del Primiero e dell’Altopiano di Asiago, nonché per tutto il Veneto, costituendo il collegamento prioritario tra la nostra regione e il Brennero. Con la stagione estiva si rischia il tracollo”, l’avvertimento.

Mentre Piccoli ha presentato l’interrogazione al Senato con le firme dei colleghi Marin, Bertacco e Amidei, altrettanto ha fatto alla Camera il deputato vicentino Dino Secco: “E’ un’operazione congiunta: il Ministero non potrà girarsi dall’altra parte”, affermano Piccoli e Secco.

Nell’atto parlamentare si parte da una descrizione impietosa dello stato dell’arte con una strada che alterna tracciati a quattro corsie a careggiate unico nel bel mezzo di centri abitati. Anche la gestione è suddivisa tra più competenze: tra Padova e Cittadella è sotto la giurisdizione della Provincia di Padova, tra Cittadella e il Trentino è gestita dall’Anas, mentre la parte trentina è controllata dalla Provincia autonoma.

“La parte veneta gestita da Anas è la più problematica”, si sottolinea nell’interrogazione. “basti pensare che tra Carpanè e Primolano il limite di velocità è sceso da 90 a 70 chilometri all’ora anche a causa del distacco del bitume. Cose da terzo mondo. Stesso copione sul viadotto di San Marino, dove ci sono diversi giunti deteriorati e dove non sono mai stati installati i new jersey al centro della carreggiata per evitare incidenti frequenti”.

Insomma, “la situazione è grave” e l’elenco dei disagi è lungo, così come la dolorosa lista degli incidenti, troppo spesso mortali.

Da qui le richieste al Ministero: quali iniziative si intendono adottare per il tratto a gestione Anas? Ma soprattutto, perché non utilizzare anche i Fondi per i comuni di confine per un intervento risolutore?

“Il tratto interessa molti comuni vicentini che già rientrano nel Fondo destinato alle aree confinanti col Trentino”, rimarcano Piccoli e Secco. “Si tratta di studiare una migliore allocazione delle risorse ancora distribuite in maniera illogica e frammentaria”.

“Al di là di questo Fondo, il Governo deve dire cosa intende fare: la Valsugana resta uno scadente biglietto da visita per l’intero Veneto e un freno allo sviluppo delle aree bassanese e feltrina che da essa dipende attraverso la galleria di Arsiè”, concludono Piccoli e Secco.